DOCUMENTO SUI SERVIZI ECOSISTEMICI

Con la Legge sui piccoli Comuni 157/2017 si introduce il principio secondo cui i piccoli comuni esercitano in forma associata le funzioni di programmazione in materia di sviluppo socio economico nonché quelle di impiego dei fondi strutturali UE (art 13), al fine di promuovere lo sviluppo delle attività produttive, contenere lo spopolamento. Simili funzioni richiedo competenze e conoscenze in capo alle amministrazioni locali ed è per questo che l’associazione Rose Rosse d’Europa intende avviare un insieme di attività di supporto e ai territori, al fine di renderli protagonisti di un nuovo modello di sviluppo che muova da una consapevole gestione delle risorse locali.

La gestione del capitale naturale e quindi dei sevizi ecosistemici connessi rappresenta il principale punto di forza di politiche di sviluppo delle aree interne e montane. Si tratta, In sostanza, disegnare un modello di sviluppo che si fonda sulla valorizzazione del capitale naturale e dei servizi eco sistemici che quest’ultimo garantisce (riportati nella tabella sottostante per tipologia). Un impulso in questa direzione è venuto dalla Legge 22/2015 “Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2016”, con la quale si identificano un insieme articolato di misure di Green Economy che vanno dagli acquisti verdi all’economia circolare e si conclude lanciando la Strategia Nazionale delle Green Community che vede appunto protagonisti i territori rurali e di montagna che intendono valorizzare in modo equilibrato le risorse di cui dispongono e intraprendere un nuovo rapporto di scambio con le comunità urbane e metropolitane, caratterizzandosi per:

a) gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale,
(certificati co2, gestione della biodiversità e certificazione filiera legno);
b) gestione integrata e certificata delle risorse idriche;
c) produzione di energia da fonti rinnovabili locali (microimpianti idroelettrici, biomasse, biogas, eolico, cogenerazione e il biometano);
d) sviluppo di un turismo sostenibile, (valorizzare le produzioni locali);
e) costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture;
f) efficienza energetica e integrazione intelligente degli impianti e delle reti;
g) sviluppo sostenibile delle attività produttive (zero waste production);
h) integrazione dei servizi di mobilità;
i) sviluppo di un modello di azienda agricola sostenibile

Nella norma si riconosce la funzione economico-ambientale dei territori interni e montani e la necessità di introdurre strumenti valorizzazione che consentano di garantire la funzione, frenando spopolamento e abbandono del territorio. Da qui l’introduzione di un sistema di pagamento dei servizi ecosistemici ambientali (vedi art. 70) a beneficio degli enti locali e delle aree protette della montagna. Risorse da reinvestire sul territorio per la salvaguardia del capitale naturale e dei SE stessi.

In questo quadro assume una particolare rilevanza in nuovo Testo Unico Forestale, che assumendo il patrimonio forestale nazionale come parte del capitale naturale nazionale e come bene di rilevante interesse pubblico da tutelare e valorizzare per la stabilità e il benessere delle generazioni presenti e future, indica nella gestione attiva lo strumento utile a determinare l’uso sostenibile della risorsa. Fondamentale è che le comunità locali programmino un uso strategico della risorsa, individuando, tenuto conto dei tempi di rigenerazione, quanto destinare a uso produttivo, quanto a uso ricreativo o agricolo , infine, quanta attenzione destinare ai crediti di carbonio.

Una straordinaria opportunità quindi di investimenti, occupazione, manutenzione del territorio, nuova agricoltura, promozione del turismo con la quale misurarsi attivando energie competenze locali.
Scheda tecnica.

Alla luce di quanto affermato nella comunicazione, si rende necessario operare una valutazione quantitativa e qualitativa del capitale naturale del territorio, al fine di individuare i servizi ecosistemici rilevanti e le categorie dei potenziali beneficiari di questi ultimi. Ciò consentirà di individuare i servizi oggetto di remunerazione, la quantificazione del loro valore e delle modalità di pagamento tenendo conto che la norma prevede che siano remunerati in ogni caso i seguenti servizi:

– fissazione del carbonio delle foreste e dell’arboricoltura da legno di proprietà demaniale, collettiva e privata;
regimazione delle acque nei bacini montani;
– salvaguardia della biodiversità delle prestazioni ecosistemiche e delle qualità paesaggistiche; utilizzazione di proprietà demaniali e collettive per produzioni energetiche;

Si prevede inoltre che nel sistema di PSEA siano considerati interventi di pulizia e manutenzione dell’alveo dei fiumi e dei torrenti e che sia riconosciuto il ruolo svolto dall’agricoltura e dal territorio agroforestale nei confronti dei servizi ecosistemici, prevedendo meccanismi di incentivazione attraverso cui il pubblico operatore possa creare programmi con l’obiettivo di remunerare gli imprenditori agricoli che proteggono, tutelano o forniscono i servizi medesimi.

Si tratta pertanto di operare una valutazione funzionale alla implementazione, attivando un percorso di animazione e condivisione che definisca gli strumenti e le modalità di pagamento da attivare articolato in due fasi:

Fase 1
Costituire una base dati sullo stato dell’ambiente e del capitale naturale, che possa consentire di sviluppare nuovi percorsi di governance ambientale finalizzati alla tutela degli ecosistemi nonché a un migliore e più razionale utilizzo delle risorse naturali;
Mappatura dei servizi ecosistemici nell’area del territorio;
Individuazione dei servizi ecosistemici rilevanti a livello territoriale;

Fase 2
Individuare le categorie dei potenziali beneficiari dei servizi ecosistemici;
Elaborare forme di quantificazione (in termini di domanda e offerta) biofisica, qualitativa e quantitativa dei servizi ecosistemici rilevanti;
Elaborare forme di valutazione economica dei servizi ecosistemici rilevanti;
Elaborare e sviluppare una contabilità ambientale volta a tradurre valori ambientali non di mercato in reali incentivi finanziari per gli attori locali affinché con certificazioni volontarie, buone pratiche, comunicazione ambientale, venga promosso e supportato il mantenimento delle molteplici funzioni ecologiche offerte dalla biodiversità e dal capitale naturale;
Un processo nel quale la comunità sarà chiamata ad esprimersi sulla gestione e quindi sull’impiego delle risorse disponibili, considerando sempre che tale gestione dovrà garantire rigenerazione del capitale naturale interessato e dunque dei servizi eco sistemici generati.

I servizi ecosistemici

SETIPOLOGIE
1. Servizi di FornituraColtivazioni
Foraggio, pascolo
Specie cacciabili/pesci
Materie prime (legno, fibre, …)
Funghi, frutti di bosco, piante commestibili
Piante medicinali
Risorse genetiche
Acqua potabile
2. Servizi di RegolazioneSequestro del carbonio
Regolazione del clima locale/ purificazione dell’aria
Regolazione delle acque (ricarica delle falde)
Purificazione dell’acqua
Protezione dall’erosione e dissesti geologici (frane, instabilità versanti)
Protezione dai dissesti idrologici (piene, inondazioni)
Impollinazione
Controllo biologico (insetti nocivi)
Habitat per la biodiversità
Valore estetico
3. Servizi CulturaliValore estetico
Valore ricreativo (ecoturismo, attività all’aperto)
Ispirazione per cultura, arti, valori educativi e spirituali, senso d’identità